Privacy, dati personali, fake news e la mano dei giganti del web.

Una questione importante

Stiamo vivendo un periodo particolarmente caldo per quanto riguarda le controversie sulla privacy, sulla raccolta e sull’utilizzo dei dati, sulle fake news e sul ruolo dei grandi gruppi informatici a capo delle piattaforme social e delle app di messaggistica nel controllo delle informazioni su scala planetaria.

Non solo.

Le recenti manovre di intromissione dei giganti del web nel dibattito politico internazionale, dalla censura alle sospensioni fino agli oscuramenti definitivi per il mancato rispetto dei famigerati standard delle community, dalle limitazioni delle libertà di espressione alla damnatio memoriae di personaggi pubblici, dalla lotta alle fake news e al controllo del flusso di informazioni al fact-checking e al diritto di giudicare le notizie come vere o false, stanno spingendo il dibattito ben oltre la mera questione della trasparenza dei meccanismi con cui cediamo i nostri dati personali alle multinazionali private che dominano la rete.

fake news privacy potere dei social

Potere dei nuovi media, stile di vita e pensiero unico

Noi di Studio Flo, in qualità di utilizzatori e di conoscitori dei sistemi coinvolti, osserviamo con attenzione lo sviluppo del caso, o per meglio dire delle varie ramificazioni attraverso cui il nucleo principale del problema, ovvero lo strapotere dei nuovi media, sta rapidamente modificando il nostro stile di vita e condizionando in maniera pervasiva il pensiero e le scelte di molti di noi.

Privacy, fake news e isteria del politicamente corretto

Prendiamo atto dei cambiamenti in corso. Lo facciamo ogni giorno.

Siamo consapevoli e coscienti delle difficoltà che sta affrontando chi diffonde o ricerca online idee non conformi ai dettami di un pensiero unico sempre più allineato, delle ripercussioni (anche gravi) in termini di credibilità e reputazione per chi si discosta dalla vulgata del cosiddetto politicamente corretto, dei dubbi e delle preoccupazioni di una parte dell’utenza da un lato e dell’adesione entusiastica di chi, dall’altro, sostiene il valore e le ragioni di una digitalizzazione totale delle nostre vite.

Le voci di chi teme il peggio, di chi denuncia la fine del diritto alla privacy, di chi già intravede l’alba di una società del controllo totale delle coscienze in stile orwelliano e, di contro, di chi preme sull’acceleratore del progresso dei sistemi informatici, riponendo in essi la speranza di una rivoluzione globale che trasformi il mondo in un luogo più giusto e inclusivo, si stanno diffondendo rapidamente e ovunque.

E il luogo di incontro e di scontro privilegiato delle opposte correnti di pensiero è (paradossalmente?) proprio quello dei social media.

La comunicazione in un mondo che cambia

Noi ci occupiamo di comunicazione.

Ci occupiamo del valore, dell’efficacia, dell’utilità e a volte anche dell’opportunità della comunicazione online, e ci stiamo facendo la nostra idea sulla faccenda.

O forse l’idea ce l’abbiamo già.

Sta di fatto che non è questo il luogo per entrare in un dibattito di portata a nostro avviso epocale, che richiede ben più di una serie di considerazioni scritte su un blog aziendale, o della pubblicazione del nostro punto di vista su un tema molto più complesso di quanto possa sembrare.

La nostra responsabilità

Ma non possiamo nemmeno disinteressarci della questione, esonerare noi stessi dalla responsabilità di interrogarci sulle ripercussioni etiche, sociali, politiche e psicologiche delle nuove tendenze digitali globali in quello che è campo di pertinenza del nostro lavoro.

Non possiamo non fare la nostra parte per raccogliere, vagliare e verificare i dati e le informazioni che ci interessano e confrontarci con voi, clienti, amici e sostenitori, con cui condividiamo la passione e il mestiere della comunicazione e l’obiettivo comune di lavorare e impegnarci sempre, affinché le straordinarie potenzialità della rete riflettano autenticamente l’eterno sogno dell’uomo di costruire un mondo migliore.

Per tutti.

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