Luna Farm è un posto che esiste già fortissimo dal vivo. È un parco a tema contadino, coperto, costruito come un piccolo mondo narrativo dove ogni attrazione ha un’identità precisa e ogni spazio è pensato per essere vissuto in famiglia. Il problema è che tutta questa esperienza, se non viene tradotta bene, online si perde. Rimane solo una lista di giostre, qualche foto, contenuti scollegati tra loro.
Quando siamo entrati, abbiamo voluto prendere quell’esperienza fisica e renderla riconoscibile, desiderabile e continua anche fuori dal parco.
Abbiamo iniziato dalle giostre, che sono il cuore di tutto. Movimenti, reazioni, punti di vista dei bambini, ritmo. Ogni attrazione ha un’emozione diversa e questa cosa non puoi dirla, devi farla sentire. Le riprese sono diventate il modo per trasferire quell’energia nei video, senza filtri troppo costruiti.

Da lì, il montaggio ha fatto il resto. Video veloci quando serve, più immersivi quando l’obiettivo è trattenere, sempre pensati per essere adattabili tra sito e social. Il sito ha bisogno di chiarezza, i social di catturare attenzione in pochi secondi. Due logiche diverse, stesso materiale, stessa identità.

Parallelamente abbiamo costruito la programmazione dei contenuti. Alternare attrazioni, momenti di esperienza, eventi, personaggi, dettagli del parco. Far percepire Luna Farm non come un posto dove vai una volta, ma come qualcosa che succede continuamente.
Così il parco non vive più solo quando ci sei dentro. Continua a esistere nello scroll, nelle storie, nei video brevi. E questo cambia completamente la percezione: da parco da visitare a mondo in cui vuoi tornare.